domenica 22 febbraio 2004
se pensate che questo sia un blog...
...vi state sbagliando di grosso.
questo, infatti, è un “buon proposito”. perché sono stata proprio brava, stavolta… perché, inutile negarlo, sono istintivamente programmata per le tossicodipendenze. beni materiali o immateriali, poco importa. l’importante è l’ingordigia. la golosità. l’abbuffata.
e che cos’è un blog, se non un altro delizioso, seducente vizio?
poly, invece, è una blogger senza blog.
sì, mi sono davvero superata…
sono riuscita misteriosamente a trattenere la patologica urgenza di rimpinzare la mia grafomania limitandomi solo a qualche intervento, limitandomi solo a qualche post discontinuo in qualità di guest sulle pagine del mio capo: il sig. trentamarlboro. il sorvegliante del mio tentativo di riscatto. evitando, così, di accumulare l’ennesima, pericolosa, scontatissima assuefazione...
che poi, fino a qualche anno fa, sarebbe stato impensabile. questa mia attitudine al vizio, dico.
perché io dovrei essere un avvocato, ora. o un medico. o una traduttrice. insomma: qualcosa di malvagiamente serio! e invece?
una no-blogger. mozziconi di burrocacao sul comodino, sigarette dimenticate sul balcone, insonnia allegra, disorganizzazione emotiva. ma sono sempre la stessa. la stessa immensa, mirabilissima testa di cazzo…
l’ho capito da poco, ritrovando due fogliettini di carta che si erano persi. uno relativamente recente (poly corrotta), l’altro del 1994 (poly proba), scritti a penna dalla mia manina diaristica e testimoni dell’ennesimo cambio di grafia: lampante impronta di una personalità antologicamente psicotica, felicemente disturbata.
scritti in due momenti ben distinti di passione strappalacrime, di impappinamento amoroso, di lucidissima trasfigurazione sentimentale. non ci si crede! stesse, identiche parole. è cambiato solo lo stile.
scatta una sorridente, soddisfatta pacca sulla spalla. come quando ti svegli dopo una sbronza fotonica e ti guardi allo specchio esausta, ma raggiante. perché, nonostante tutto, secondo un copione stregato che puoi spiegarti solamente abbracciando il cammino della fede, riesci ancora a riconoscere te stessa in quell'agghiacciante guernica di tratti somatici che ti sta mandando affanculo, proprio dritto davanti a te... tutto tremendamente prevedibile, come tutte le cose tremendamente insospettabili.
stupisce solo che non sia diventata un serial killer.
ma non perdo la speranza…
poly, blogger senza blog |
13:29 |
giovedì 12 agosto 2004
una tantum.
…nessuna tantum?!?
CENTOMILA TANTUM!!!
avevo già tutto in mente. bastava solo una cernita tra gli appunti: il post sulla mia vacanza in catalogna era praticamente pronto. da pubblicare, come sempre, chez soi. sperando che la benevolenza dei pochi lettori rimasti in città in questi giorni, in cambio della mia gioiosa verve, insabbiasse l’originalità clamorosamente scarsa dell’argomento… potevo partire dalla mia accanita passione artistica per le tronche in “i”, proiettate sulla striscia di autostrada da barcellona a figueres. da gaudì a dalì. o scorrere sul fresco brivido dei petali di rosa sanguigna sotto le dita dei piedi, sui gradini della cattedrale nel barrio gótico. no, il lirismo ferragostano ha lo stesso appeal di una gonorrea…
meglio buttarsi sull’economia balneare: un dibattito sul tema “tamarro in vacanza: delocalizzazione o globalizzazione?”, cui collegare uno studio sul mercato dei souvenir catalani, condensato nella questione vagamente shakespeariana: compro l’asciugamano con il toro che s’inchiappetta il torero o l’utile fionda marchiata “costa brava”? in appendice, la rubrica “il benessere della psiche”, come le migliori riviste patinate da ombrellone: scandisci “molella-ha-avuto-un-incidente” a ogni pièrre che ti frusta le palle, supplicando, sul lungomare di lloret, e osserva l’energico effetto inibitore del tuo annuncio. ritrovi il buon umore e distendi le rughe in una sola mossa…
per farla breve…
spulciavo, scartavo, optavo, accendendo il pc dopo aver rovesciato i bagagli in lavatrice, quand’ecco palesarsi il messaggio del capo, appiccicato alla porta del blog.
99mila-consegne-poly-compatibilità-orari-ciao-tutti. mentre questi vocaboli sconnessi mi frullavano in testa e gli occhi stralunavano dal counter al datario, assumevo sempre più rapidamente l’espressione di quel coglionazzo, bello come il sole, dell’amaro lucano… che si fa, ora? perché qualcosa si deve fare! uhm… penso e fumo. fumo e penso, forte dell’incoraggiante possibilismo delle autorità sanitarie spagnole, che sui pacchetti tinteggiano “fumar puede matar”… uhm… non sono arrivata in tempo per le chiavi, ma ora sono qui… penso e fumo. fumo e penso… in pratica sono domiciliata in una dependance e… uhm… certo!!!
massì, ‘fanculo ai buoni propositi! solo per l’occasione, s’intende. sig. trenta: apro casa mia. altrimenti, che minchia di guest sarei? accendo in tuo onore la centomillesima marlboro, dividendola, giustamente, con chi ha scartato il pacchetto rosso all'ora x. iniziando a stappare le bottiglie buone, invitando figlie, fratelli, nipoti e amici, chi adora rifugiarsi tra le tue righe, e ritrova preziose corrispondenze o lucide pulsazioni, e chi sta ancora ridendo per il sogno selvatico su titty ferro. ma pure, sì, chi ti ha fatto inondare d’inchiostro corrosivo le pareti di casa, solleticando la tua sempre bendisposta propensione alla guerriglia. perché oggi è oggi. e perché tutte queste marlboro – una o mille a testa, condivise, aspirate o “a scrocco” – ce le siamo gustate tutti...
insomma, capo, al brindisi ecumenico in real-time penso io: posso mica restare imbambolata davanti al counter che impazza!
solo una cosa, per gli invitati: qui da me si mesce.
si brinda di là. sul pianerottolo ci arriviamo, no?
COMPLIMENTI, gggiovane tossico!!!
(ok, ok: prometto che non ti vomito sullo zerbino…)
poly, blogger senza blog | 12:12 |